Il Garante nazionale e la rete dei Garanti territoriali
Molti paesi europei prevedono una figura di garanzia dei diritti delle persone private della libertà. In Italia un percorso avviato fin dal 1997 ha portato all'istituzione del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale alla fine del 2013, ma la nomina del Collegio e la costituzione dell'Ufficio, che hanno consentito l'effettiva operatività, sono avvenuti solo nei primi mesi del 2016.
Si tratta di un organismo statale indipendente in grado di monitorare, visitandoli, i luoghi di privazione della libertà (oltre al carcere, i luoghi di polizia, i centri per gli immigrati, le REMS istituite dopo la chiusura degli OPG, Servizi di Psichiatria di Diagnosi e Cura ove si svolgono i trattamenti sanitari obbligatori, ecc.)
Scopo delle visite è quello di individuare eventuali criticità e, in un rapporto di collaborazione con le autorità responsabili, proporre soluzioni per risolverle. Inoltre, presso le istituzioni sulle quali esercita il proprio controllo, il Garante nazionale ha il compito di risolvere quelle situazioni che generano occasioni di ostilità o che originano reclami proposti dalle persone ristrette, riservando all'autorità giudiziaria i reclami giurisdizionali che richiedono l'intervento del magistrato di sorveglianza.
Lo Stato italiano ha conferito al Garante nazionale altri tre compiti.
Il primo riguarda un obbligo derivante dalla ratifica del protocollo opzionale delle Nazioni Unite per la prevenzione della tortura. L'adesione a tale protocollo prevede che lo Stato debba predisporre un meccanismo preventivo nazionale (NPM) per monitorare, con visite e accesso a documenti, i luoghi di privazione della libertà al fine di prevenire qualsiasi situazione di possibile trattamento contrario alla dignità delle persone. Per tale compito il Garante nazionale, coordina i Garanti regionali, dando ad essi "forme" e procedure comuni.
Il secondo riguarda il monitoraggio dei rimpatri degli stranieri extra-comunitari irregolarmente presenti sul territorio italiano e che devono essere accompagnati nei paesi di provenienza. La direttiva europea sui rimpatri (115/2008) prevede che ogni paese monitori la situazione con un organismo indipendente.
Infine, al Garante Nazionale, in quanto NPM, è stato attribuito il compito di monitorare le strutture per persone anziane o con disabilità, in base alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
Il Garante nazionale è affiancato dalla rete dei Garanti territoriali delle Regioni, Province e Comuni italiani i quali costituiscono la Conferenza dei Garanti dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà. Si tratta di un organismo di rappresentanza istituzionale dei garanti nominati dagli Enti territoriali della Repubblica e luogo di confronto e di condivisione delle loro esperienze. Tra le diverse funzioni previste nel Regolamento, la Conferenza svolge attività quali monitorare lo stato dell'arte della legislazione in materia di privazione della libertà ed elaborare proposte legislative; effettuare studi e ricerche in materia ed organizzare eventi di dibattito e confronto ed elaborare documenti comuni ai fini dell'unitarietà dell'azione dei garanti territoriali.
Fonte: Sito del Garante Nazionale
Ultima modifica: 19/11/2025